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Nato per ospitare la collezione che il barone Giuseppe
Baroffio Dall'Aglio (Brescia, 1859 - Azzate, Varese, 1929) donò
al Santuario di S. Maria del Monte, il Museo Baroffio vide confluire
in sé anche il patrimonio del Museo del Santuario.
In origine il Museo del Santuario, aperto nell'agosto del 1900 in angusti
locali della canonica secondo un allestimento di Lodovico Pogliaghi,
raccoglieva importanti reperti legati alle vicende storiche del santuario
e preziose donazioni elargite alla Madonna del Monte nel corso dei secoli.
Nel 1929 pervenne in eredità alla parrocchia la raccolta d'arte
del Baroffio insieme al denaro per edificare il museo, a lui intitolato,
che accogliesse anche quanto era già nel Museo del Santuario.
Costruito dal 1932 su progetto dello stesso Pogliaghi, il Museo Baroffio
e del Santuario fu inaugurato dal cardinale Ildefonso Schuster nel settembre
del 1936.
Da allora e fino ai nostri giorni è andato costantemente arricchendosi
grazie a numerose donazioni, accrescendo un patrimonio di notevole interesse
che dal 2001, per volontà di Mons. Pasquale Macchi, si offre
a tutti in veste restaurata e ampliata.
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Alcune opere si impongono per la loro eccellenza: la dolce Madonna col
Bambino scelta come logo del museo, scolpita da Domenico e Lanfranco
da Ligurno alla fine del XII secolo, già parte del portale romanico
di S. Maria del Monte; il prezioso antifonario ambrosiano miniato da
Cristoforo de' Predis nel 1476; i paliotti, di cui uno donato da Ludovico
il Moro e un terzo detto leonardesco per il ricamo centrale ispirato
alla prima versione della Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci,
significativi esempi della fioritura delle arti del tessuto e del ricamo
nella Milano sforzesca; dipinti di Camillo Procaccini, Girolamo Chignoli,
Bartolomeo Schedoni, del Pitocchetto, di Pietro Antonio Magatti, di
Giuseppe Antonio Petrini, oltre che di valenti maestri fiamminghi e
olandesi.Tra le sale che hanno arricchito il rinnovato museo è
da segnalare la sezione d'arte sacra contemporanea, voluta da Mons.
Pasquale Macchi, nella quale dipinti, sculture e opere grafiche di noti
maestri del XX secolo (Bodini, Buffet, Carpi, Guttuso, Matisse, Minguzzi,
Rouault, Sassu, Sironi e molti altri) si pongono in ideale continuità
con coloro che in epoche diverse celebrarono in forma artistica la Madonna
del Monte.
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Incastonato
nel fianco del santuario e con ampia vista panoramica su laghi lombardi,
Alpi e Prealpi, il museo deve intendersi come parte rilevante di un itinerario
in cui fede, natura e arte, armoniosamente intrecciate, permettono di
vivere un'esperienza singolare.
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Scarica gratuitamente l'audioguida del Museo
dal sito www.artevarese.com
SACRO MONTE TRAVELCAST®)
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